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Quando il micio sporca … altrove (2/2)

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Uno degli aspetti più antipatici da gestire per un proprietario di gatti è rappresentato dalle deposizioni di urine e feci in ambienti inappropriati. In questi casi andrebbero distinte le diverse situazioni. Si hanno infatti eliminazioni inappropriate, eliminazioni emozionali ed infine marcature urinarie.

L’eliminazione inappropriata comporta l’emissione di quantità di urine e feci da modeste a importanti, c’è di solito una scelta da parte del gatto per quanto riguarda il luogo, che avviene in differenti punti dell’abitazione, e generalmente sopra ad un substrato orizzontale e assorbente (cosa assai spiacevole per un proprietario , quando ad essere scelto è il divano di casa o il letto matrimoniale, la pulizia non è così facile). In questo caso la sequenza di eliminazione (che è quell’insieme di movimenti che il gatto mette in atto quando deve sporcare: la scelta del posto mediante esplorazione olfattiva, la preparazione del posto scavando con la zampa anteriore, il girare su se stesso accovacciandosi lentamente ed infine ricoprire il tutto scavando nuovamente con la zampa) può essere completa.

L’eliminazione di natura emozionale consiste nell’emissione di quantità modeste di urina e di feci (che in questo caso sono più frequentemente poco formate e diminuite di consistenza), in differenti punti della casa. Il gatto non sceglie il substrato, e la sequenza legata all’emissione è generalmente assente.

La marcatura urinaria infine consiste nell’emissione di una ridotta o talvolta discreta quantità di urina (o di feci) su un substrato generalmente verticale ed anche in questo caso vi può essere annessa la presenza di una sequenza comportamentale (un po’ diversa da quella descritta prima) che ha lo scopo di sottolineare l’evento.

Quando le deiezioni vengono deposte in luoghi non appropriati ci possono essere alla base diverse cause. I primi aspetti che andrebbero indagati sono quelli organici: appena si verificano questo genere di “incidenti” ci si dovrebbe rivolgere al proprio veterinario di fiducia. Abbiamo già visto in questo post alcuni aspetti legati alla cassetta igienica, alla lettiera o alla gestione che ne facciamo.
Altri aspetti da tenere in considerazione sono:

  • le modificazioni a carico dell’ambiente (traslochi, trasferimenti, cambi degli arredi o dei complementi, possibilità di uscire all’esterno dell’abitazione prima concessa e poi negata, ecc)
  • modificazioni nel nucleo sociale familiare (nuovi arrivi, allontanamenti temporanei o permanenti sia di persone che di altri animali, numero di gatti conviventi ecc)
  • alterazioni dell’equilibrio relazionale (problematiche nella convivenza o relazioni conflittuali tra i membri della famiglia, anche in questo caso sia umani che animali, ecc)
  • eventi vissuti come traumatici da parte del gatto, situazioni ben identificabili da parte del proprietario che hanno nel breve periodo segnato l’inizio della problematica (fuochi d’artificio, eventi metereologici, lavori in casa, ecc)
  • Nel momento in cui si registrano problematiche di eliminazioni in luoghi non appropriati, la prima cosa da fare è sempre quella di escludere la presenza di fattori organici, solo successivamente si potrà contattare un veterinario esperto in comportamento animale

di Elena Borrione
(01/09/2017)

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Si parte… e il gatto dove lo metto?

gatto_vacanza

È tempo di vacanze e molti in questo periodo dell’anno mi scrivono per chiedermi un consiglio sulla scelta migliore per il loro gatto: portarlo con sé in vacanza, affidarlo alle cure di amici o parenti o cercare una buona pensione?
La risposta come al solito non può essere uguale per tutti. Diversi i fattori di cui tenere conto. Vediamo insieme alcuni aspetti che possano aiutare a fare la scelta migliore per il proprio micio. Il primo fattore di cui tenere conto è: quanto dura la vacanza?

Se le nostre vacanze hanno una durata inferiore ai quindici giorni, lasciare il gatto in casa propria e chiedere a qualcuno di venire quotidianamente da lui è con molta probabilità la scelta migliore. Il gatto infatti è un animale che per sua natura organizza e gestisce il proprio territorio. Il tempo minimo perché un gatto inizi a conoscere un nuovo ambiente e conseguentemente ad organizzarlo è di circa due settimane. Ecco perché per vacanze che siano di questa stessa durata si consiglia di non portare con sè il proprio micione: appena inizierebbe a “gustarsi” la vacanza, sarebbe già ora di rientrare.
Non tutti i gatti però sono uguali. Ci sono gatti che, trovandosi in ambienti nuovi in cui ritrovano oggetti a loro familiari (coperte, cucce, giochi, ciotole, lettiere) si sentono subito a casa. Sono gatti che fin da piccoli sono stati abituati a compiere viaggi con il proprietario ad esempio!

Se decidiamo di lasciare il gatto a casa, si potrà chiedere a qualche parente o amico di far visita al nostro amico. Meglio che la persona sia già conosciuta dal gatto, soprattutto se questo è dal carattere diffidente e pauroso. Se non abbiamo tra le nostre e le conoscenze del gatto persone che ci possano aiutare, la scelta potrà ricadere su un catsitter. In questo caso però dovremmo muoverci un po’ per tempo. La persona a cui affidare il nostro amato beniamino è una persona di cui dovremmo fidarci ciecamente, altrimenti la nostra vacanza sarà una “vacanza infernale” e non dimentichiamoci che dovrà poterla conoscere per tempo anche il gatto!

Con che frequenza dovranno essere svolte le visite? E quanto dovranno durare? Anche in questo caso la risposta non può essere uguale per tutti. Gatti più socievoli e amanti della compagnia, richiederanno visite giornaliere (e anche più di una al giorno) e dovremmo chiedere a chi sarà il prescelto di trascorrere del tempo con il micio, anche solo a stare seduto con lui sul divano, se questa e’ l’abitudine e ciò che desidera il nostro amico. Se il nostro gatto non ama invece la compagnia delle persone ma e’ il “padrone” della sua casa, nella quale con o senza di noi si sente un Re, le visite potranno essere più brevi, giusto per assolvere alle mansioni di gestione base, e anche più dilazionate nel tempo (a giorni alterni ad esempio).

E scegliere una pensione?

Ci sono pensioni per gatti che sono delle piccole SPA e il gatto a sua volta si sente come in vacanza. La pensione è però per gatti fortemente adattabili al cambiamento e pro-sociali, sia verso le persone che verso i propri simili.
Il consiglio che do solitamente nel caso un proprietario voglia optare come soluzione per una pensione (laddove non siano possibili le scelte indicate prima e il gatto si dimostri adatto) è quella di non fermarsi alla sola ricerca in internet. La cosa migliore è, con un certo anticipo, prendersi del tempo per visitare il posto, conoscere i gestori e le persone che si occuperanno dei gatti, vedere la struttura e lo spazio che ogni gatto ha a sua disposizione e chiedere come sono soliti organizzare la permanenza dei loro ospiti. Avere qualche feedback da parte di persone che hanno già vissuto l’esperienza può essere un aiuto nella scelta di un posto rispetto ad un altro, ricordandoci che però ogni gatto è unico!

A questo punto non resta che valutare insieme al nostro micio la scelta migliore e ….godersi la vacanza!

di Elena Borrione
(19/07/2017)

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Quando il micio sporca … vicino alla cassetta (1/2)

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Le problematiche di eliminazione da parte del gatto possono manifestarsi anche solo come un non corretto utilizzo della cassetta igienica. Perché questo avvenga può dipendere da diversi fattori. La prima cosa da fare nel momento in cui il nostro gatto presenti questo tipo di problematica, soprattutto se questo cambiamento è avvenuto nel breve periodo, è quella di contattare il proprio veterinario di riferimento per escludere la presenza di cause organiche è essenziale.

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Quali possono essere altre motivazioni? Vediamone alcune molto pratiche.

  • La scelta del luogo dove collocare la cassetta. A nessuno di noi piacerebbe avere i sanitari presenti in casa nel bel mezzo del salotto o peggio ancora sul balcone che affaccia sulla via principale del paese. Il luogo più adatto dove posizionare la toilette deve essere un luogo tranquillo. Andranno evitati i luoghi di passaggio così come le strette vicinanze con elettrodomestici, talvolta davvero troppo rumorosi.
  • Modello di cassetta: in commercio esistono una miriade di modelli. Ci sono vaschette aperte dai bordi alti, vaschette aperte dai bordi bassi, vaschette dotate di paraschizzi, vaschette chiuse (munite di un coperchio e con esso la porta basculante). Anche per quanto riguarda la forma si ha l’imbarazzo della scelta: rettangolare, ovale, tonda, triangolare, ecc. Qual è la migliore? Questa domanda andrebbe posta in realtà al proprio gatto che, non dimentichiamoci, è il diretto interessato a dover decidere. Ciò che conta è che la dimensione sia idonea ad accogliere comodamente il gatto al suo interno. Per quanto riguarda i modelli aperti o chiusi, ci sono gatti che apprezzano solo uno o solo l’altro e gatti che non prestano alcuna attenzione alla presenza o meno del coperchio. L’elemento che più spesso pregiudica l’utilizzo di una cassetta di tipo chiuso è rappresentato dalla porta basculante, in questo caso basterà toglierla per permettere al gatto di accedere liberamente al suo interno.
  • Il tipo di sabbietta: da evitare assolutamente sono le sabbiette a cui vengono aggiunte delle profumazioni (sono quindi da evitare anche i deodoranti per lettiere!). Il gatto è un animale dotato di un olfatto eccezionale ed ha una percezione degli odori di gran lunga superiore alla nostra, tanto che queste profumazioni possono risultargli fastidiosissime. Il tipo di pezzatura preferito solitamente dai gatti è quella media. I grani troppo piccoli lasciano sprofondare il gatto quando è all’interno della vaschetta e non sono così facili da grattare nel momento in cui deve ricoprire le proprie deiezioni, i grani troppo grandi sono fastidiosi al tatto ed anche in questo caso non così facili da gestire nel momento in cui lì si vuole smuovere. La scelta della lettiera dovrà ricadere tra quelle semi agglomeranti di media pezzatura.
  • La pulizia nella lettiera. Chiunque conviva con un gatto ha ben presente quanto schizzinoso e amante del pulito sia. Le deiezioni andrebbero rimosse giornalmente e la sabbietta rabboccata, in modo tale che ce ne sia sempre uno strato alto alcuni centimetri. Una volta alla settimana la lettiera andrebbe sostituita completamente e una volta al mese lavata la vaschetta facendo attenzione ad utilizzare detergenti naturali enzimatici oppure rimedi casalinghi, quali acqua e bicarbonato o acqua e aceto. Nel momento in cui si dovessero utilizzare dei detergenti bisognerà cercare in commercio quelli privi di profumazioni così da non risultare fastidiosi per i gatti.

Questi sono solo alcuni aspetti da tenere in prima considerazione nel momento in cui si registrano delle problematiche legate al non corretto utilizzo della cassetta. Qualora i problemi perdurassero nel tempo, nonostante l’esclusione da parte del proprio veterinario di patologie organiche, si potrà contattare un veterinario esperto in comportamento animale per valutare che non ci siano altre situazioni che rappresentino un disagio per il gatto, di cui questo possa essere solo una prima avvisaglia.

Alla prossima puntata!

di Elena Borrione
(30/05/2017)

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