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Gatti nei cerchi

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Avete mai provato a disegnare sul pavimento del vostro salotto un cerchio? Fatelo!

C’è qualcosa di fortemente attrattivo per il vostro gatto nel cerchio che avete appena realizzato. E questo funziona anche se ad essere disegnato per terra è una sagoma differente, non per forza un cerchio. Le sagome possono essere create con i materiali più disparati: nastro adesivo, corde, sciarpe, nastri di stoffa, cavi elettrici, ecc…

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Ma qual è il trucco che c’è dietro a questa magia?

Nessun trucco, la risposta ce la offre il gatto stesso. Più volte abbiamo ricordato l’importanza che riveste l’ambiente per un gatto. Anche lo spazio personale, quell’area più o meno estesa che circonda virtualmente un individuo ha un’importanza notevole perché è un’area in cui si è soli con se stessi e l’accesso a questa zona può essere concesso ad altri purché questi rientrino nella cerchia delle nostre amicizie strette.

Attenzione però: il legittimo possessore di questo spazio può decidere autonomamente se mantenere o vietare l’acceso agli altri. Se si accede all’area personale di un gatto senza il suo consenso quello che si può generare è un senso di malessere. Il gatto subirà la nostra invasione oppure potrà optare per un atteggiamento più diretto quale è un’aggressione.

Spiegato dunque l’arcano mistero che sta dietro all’effetto “calamita” che i cerchi esercitano sui gatti, possiamo tutti sbizzarrirci a disegnare sagome per la casa!

di Elena Borrione
(30/03/2018)

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Pubblicato in Attualità

Quando il micio sporca … altrove (2/2)

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Uno degli aspetti più antipatici da gestire per un proprietario di gatti è rappresentato dalle deposizioni di urine e feci in ambienti inappropriati. In questi casi andrebbero distinte le diverse situazioni. Si hanno infatti eliminazioni inappropriate, eliminazioni emozionali ed infine marcature urinarie.

L’eliminazione inappropriata comporta l’emissione di quantità di urine e feci da modeste a importanti, c’è di solito una scelta da parte del gatto per quanto riguarda il luogo, che avviene in differenti punti dell’abitazione, e generalmente sopra ad un substrato orizzontale e assorbente (cosa assai spiacevole per un proprietario , quando ad essere scelto è il divano di casa o il letto matrimoniale, la pulizia non è così facile). In questo caso la sequenza di eliminazione (che è quell’insieme di movimenti che il gatto mette in atto quando deve sporcare: la scelta del posto mediante esplorazione olfattiva, la preparazione del posto scavando con la zampa anteriore, il girare su se stesso accovacciandosi lentamente ed infine ricoprire il tutto scavando nuovamente con la zampa) può essere completa.

L’eliminazione di natura emozionale consiste nell’emissione di quantità modeste di urina e di feci (che in questo caso sono più frequentemente poco formate e diminuite di consistenza), in differenti punti della casa. Il gatto non sceglie il substrato, e la sequenza legata all’emissione è generalmente assente.

La marcatura urinaria infine consiste nell’emissione di una ridotta o talvolta discreta quantità di urina (o di feci) su un substrato generalmente verticale ed anche in questo caso vi può essere annessa la presenza di una sequenza comportamentale (un po’ diversa da quella descritta prima) che ha lo scopo di sottolineare l’evento.

Quando le deiezioni vengono deposte in luoghi non appropriati ci possono essere alla base diverse cause. I primi aspetti che andrebbero indagati sono quelli organici: appena si verificano questo genere di “incidenti” ci si dovrebbe rivolgere al proprio veterinario di fiducia. Abbiamo già visto in questo post alcuni aspetti legati alla cassetta igienica, alla lettiera o alla gestione che ne facciamo.
Altri aspetti da tenere in considerazione sono:

  • le modificazioni a carico dell’ambiente (traslochi, trasferimenti, cambi degli arredi o dei complementi, possibilità di uscire all’esterno dell’abitazione prima concessa e poi negata, ecc)
  • modificazioni nel nucleo sociale familiare (nuovi arrivi, allontanamenti temporanei o permanenti sia di persone che di altri animali, numero di gatti conviventi ecc)
  • alterazioni dell’equilibrio relazionale (problematiche nella convivenza o relazioni conflittuali tra i membri della famiglia, anche in questo caso sia umani che animali, ecc)
  • eventi vissuti come traumatici da parte del gatto, situazioni ben identificabili da parte del proprietario che hanno nel breve periodo segnato l’inizio della problematica (fuochi d’artificio, eventi metereologici, lavori in casa, ecc)
  • Nel momento in cui si registrano problematiche di eliminazioni in luoghi non appropriati, la prima cosa da fare è sempre quella di escludere la presenza di fattori organici, solo successivamente si potrà contattare un veterinario esperto in comportamento animale

di Elena Borrione
(01/09/2017)

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Pubblicato in Professione

Si parte… e il gatto dove lo metto?

gatto_vacanza

È tempo di vacanze e molti in questo periodo dell’anno mi scrivono per chiedermi un consiglio sulla scelta migliore per il loro gatto: portarlo con sé in vacanza, affidarlo alle cure di amici o parenti o cercare una buona pensione?
La risposta come al solito non può essere uguale per tutti. Diversi i fattori di cui tenere conto. Vediamo insieme alcuni aspetti che possano aiutare a fare la scelta migliore per il proprio micio. Il primo fattore di cui tenere conto è: quanto dura la vacanza?

Se le nostre vacanze hanno una durata inferiore ai quindici giorni, lasciare il gatto in casa propria e chiedere a qualcuno di venire quotidianamente da lui è con molta probabilità la scelta migliore. Il gatto infatti è un animale che per sua natura organizza e gestisce il proprio territorio. Il tempo minimo perché un gatto inizi a conoscere un nuovo ambiente e conseguentemente ad organizzarlo è di circa due settimane. Ecco perché per vacanze che siano di questa stessa durata si consiglia di non portare con sè il proprio micione: appena inizierebbe a “gustarsi” la vacanza, sarebbe già ora di rientrare.
Non tutti i gatti però sono uguali. Ci sono gatti che, trovandosi in ambienti nuovi in cui ritrovano oggetti a loro familiari (coperte, cucce, giochi, ciotole, lettiere) si sentono subito a casa. Sono gatti che fin da piccoli sono stati abituati a compiere viaggi con il proprietario ad esempio!

Se decidiamo di lasciare il gatto a casa, si potrà chiedere a qualche parente o amico di far visita al nostro amico. Meglio che la persona sia già conosciuta dal gatto, soprattutto se questo è dal carattere diffidente e pauroso. Se non abbiamo tra le nostre e le conoscenze del gatto persone che ci possano aiutare, la scelta potrà ricadere su un catsitter. In questo caso però dovremmo muoverci un po’ per tempo. La persona a cui affidare il nostro amato beniamino è una persona di cui dovremmo fidarci ciecamente, altrimenti la nostra vacanza sarà una “vacanza infernale” e non dimentichiamoci che dovrà poterla conoscere per tempo anche il gatto!

Con che frequenza dovranno essere svolte le visite? E quanto dovranno durare? Anche in questo caso la risposta non può essere uguale per tutti. Gatti più socievoli e amanti della compagnia, richiederanno visite giornaliere (e anche più di una al giorno) e dovremmo chiedere a chi sarà il prescelto di trascorrere del tempo con il micio, anche solo a stare seduto con lui sul divano, se questa e’ l’abitudine e ciò che desidera il nostro amico. Se il nostro gatto non ama invece la compagnia delle persone ma e’ il “padrone” della sua casa, nella quale con o senza di noi si sente un Re, le visite potranno essere più brevi, giusto per assolvere alle mansioni di gestione base, e anche più dilazionate nel tempo (a giorni alterni ad esempio).

E scegliere una pensione?

Ci sono pensioni per gatti che sono delle piccole SPA e il gatto a sua volta si sente come in vacanza. La pensione è però per gatti fortemente adattabili al cambiamento e pro-sociali, sia verso le persone che verso i propri simili.
Il consiglio che do solitamente nel caso un proprietario voglia optare come soluzione per una pensione (laddove non siano possibili le scelte indicate prima e il gatto si dimostri adatto) è quella di non fermarsi alla sola ricerca in internet. La cosa migliore è, con un certo anticipo, prendersi del tempo per visitare il posto, conoscere i gestori e le persone che si occuperanno dei gatti, vedere la struttura e lo spazio che ogni gatto ha a sua disposizione e chiedere come sono soliti organizzare la permanenza dei loro ospiti. Avere qualche feedback da parte di persone che hanno già vissuto l’esperienza può essere un aiuto nella scelta di un posto rispetto ad un altro, ricordandoci che però ogni gatto è unico!

A questo punto non resta che valutare insieme al nostro micio la scelta migliore e ….godersi la vacanza!

di Elena Borrione
(19/07/2017)

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