Blog

Quando Boby (o Fufy) non c’è più …

I nostri animali sono i nostri compagni di vita. Condividono con noi parti importanti della nostra esistenza e ci accompagnano nei diversi momenti del nostro cammino personale: di gioia, di dolore, di tristezza, di noia, di rabbia, di felicità, ecc.

Sono membri della nostra famiglia e quando dobbiamo separarci definitivamente da loro, quello che resta è un dolore, vero e concreto, che va affrontato sia quando la separazione è improvvisa sia quando è del tutto attesa, in seguito ad esempio a malattie dal carattere cronico e dal progredire incessante. C’è poi da tener conto di scelte a volte dolorose e combattute che portano un proprietario a richiedere una “dolce morte” per il proprio amico mediante soppressione eutanasica, a fronte spesso di un percorso legato ad una malattia.

Di seguito una riflessione della Dr.ssa Sabina Natali, psicologa e psicoterapeuta e amica, che ha messo in evidenza la legittimità di provare dolore nel perdere un fedele amico, compagno e familiare e che si occupa, mediante la sua professionalità, di portare un aiuto a coloro che devono affrontare questa perdita.

dog-in-heaven-poem

E’ risaputo che gli animali da compagnia (cani e gatti in particolare) hanno un ruolo di primo piano all’interno del nucleo familiare e ne diventano in poco tempo membri a tutti gli effetti. La letteratura in proposito è vasta, soprattutto per quel che concerne l’effetto positivo a 360 gradi della relazione uomo-animale (dalla banale “compagnia” fino ad arrivare alla pet therapy ed oltre…). Poco si è scritto invece sugli aspetti “critici” di questa relazione.
Quando decidiamo di adottare un amico a quattro zampe tendiamo a non pensare che la sua aspettativa di vita è inferiore alla nostra e meno che mai al fatto che lui possa avere malattie, invecchiare e alla fine morire. Non vi è molta differenza tra le emozioni che il padrone prova alla morte di un pet rispetto a quella che può provare alla morte di un familiare. Tale dolore però non è così riconosciuto dalla società che considera quello per la morte di un animale come un lutto di serie b; pare infatti che le lacrime versate per la morte del proprio cane o gatto (o criceto, o pesce rosso, o…) debbano essere meno importanti rispetto a quelle della morte di una persona. Ecco perché spesso ci si nasconde, non si parla con gli altri del proprio (legittimo) dolore. Ciò ovviamente porta a peggiorare notevolmente la situazione e a sentrsi quasi isolati.

In entrambi i casi però siamo davanti a una risposta di dolore, che è la normale risposta di ogni essere umano a un lutto, indipendentemente dal fatto che si tratti di un amico, di un familiare o un pet. La reazione di ciascun proprietario è diversa a seconda del suo stile di vita, dell’età e del ruolo sociale, alla relazione che egli aveva con l’animale oltre che al modo in cui è avvenuta la morte (improvvisamente per incidente, avvelenamento oppure malattia fino ad arrivare alla sempre sofferta decisione che sta dietro all’eutanasia).

Non sempre quindi in questi casi l’elaborazione del lutto passa attraverso le sue cinque fasi più naturali e riconosciute (Elisabeth Kübler-Ross parlava della fase della negazione o del rifiuto, della rabbia, della contrattazione, della depressione e infine dell’accettazione). Può infatti accadere che il processo del lutto si blocchi dando vita al lutto patologico con tutte le conseguenze del caso, e che ciò porti in luce sofferenze personali magari sopite da tempo che con la morte del proprio animale non hanno molto a che fare.

E’ bene in questi casi rivolgersi a uno psicoterapeuta che aiuterà il proprietario a dare un contesto all’accaduto e a superare il lutto tenendo con sé solo i ricordi positivi di un rapporto unico e speciale come solo quello tra un umano ed il proprio animale da compagnia può essere.

Dott.ssa Sabina Natali
Psicologa, psicoterapeuta
C.so Bolzano 6, Torino
Tel: 338/3052197

Raccontami… un bel libro

Grazie al mio lavoro ho spesso l’opportunità di incontrare e conoscere tante persone, diverse tra di loro e molto interessanti. L’altra sera ho avuto la fortuna di ricevere l’invito a prendere parte ad un incontro del gruppo “Raccontami un bel libro” per parlare del mio lavoro e di animali, ovviamente.

raccontami-un-bel-libro1

Ho trascorso così alcune ore in compagnia di persone accomunate dall’amore per i libri e per la lettura e che, tramite il sito Anobii ovvero un social network sui libri, hanno deciso di unire il virtuale al reale. Appena ricevuto l’invito ho pensato che avrei portato con me dei libri di saggistica ed eventualmente James Herriot e le sue storie da veterinario di campagna, perché pensavo che mi avrebbero aiutato a spiegare chi ero e da dove nascevano le mie passioni.

Poi ho cambiato idea e ho deciso di godermi la serata per quello che era: un momento per parlare di libri e scambiare quattro chiacchiere tra amici. Ho permesso così ai miei pensieri di scorrere e ripescare dalla memoria qualche testo del mio passato.

Il primo è stato “Il piccolo principe” di Antoine De Saint-Exupéry e in particolare il suo incontro con la volpe, nel capitolo XXI. Cercare il confronto e instaurare una relazione con un altro essere vivente è qualcosa che fa parte della nostra natura ma non solo (é infatti la volpe che suggerisce al piccolo principe di essere addomesticata!). Spesso ci dimentichiamo che la relazione e il dialogo interessano tutti i soggetti coinvolti e che l’uomo deve dunque imparare ad ascoltare.

Un altro titolo da me proposto è stato” Hotel New Hampshire” di John Irving. Il libro ha una trama articolata in cui, ad un certo punto, compare una donna che decide di vivere travestita da orso. Indossa un costume per vivere la sua quotidianità, cambia la sua prospettiva e sfrutta la biodiversità dell’essere animale per farsi accettare dal mondo.

raccontami-un-bel-libro2

La serata è proseguita tra domande, pasticcini, scambi di opinioni, discorsi e compartecipazione delle proprie esperienze. Come spesso accade quando si trova piacevole quello che si sta facendo, il tempo è letteralmente volato. Un grazie agli amici del gruppo “Raccontami un bel libro” per la loro compagnia e la splendida serata.

Testi proposti:

Antoine De Saint-Exupéry “Il piccolo principe

John Irving “Hotel New Hampshire

Roberto Marchesini “Il galateo per il cane

Joël Dehasse “L’educazione del gatto

di Elena Borrione
(17/02/2015)

La prima volta in TV

C’è una prima volta per tante cose.

Ieri è stata la mia prima volta come ospite ad una trasmissione televisiva e ringrazio per questo Rete 7, per il gentile invito, ed Elena Galliano ideatrice e conduttrice del programma. Forte l’emozione e non nego anche l’imbarazzo.

Postura composta, luci forti sul viso e sguardo alla telecamera, per una non addetta ai lavori come la sottoscritta, mi hanno fatto sentire molto impacciata.
Grazie alla conduttrice, splendida padrona di casa che ha saputo mettere a nostro agio me e gli altri ospiti della puntata, e allo staff di Rete 7, tutto è filato liscio in un clima amichevole e conviviale.
Ci saranno altri incontri e altri temi da trattare sempre sui nostri cari amici animali e appena possibile cercherò di recuperare e caricare il video su Youtube!

 

rete7-1

rete7-2

di Elena Borrione
(11/02/2015)

Pagina 10 di 14« Prima...89101112...Ultima »