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Attività fisica e risvolti sull’umore

Che l’attività fisica faccia bene è cosa risaputa. Tuttavia quando si parla dei nostri animali questo è un aspetto che spesso viene trascurato. In questo articolo non parlerò dei benefici dal punto di vista fisico, che hanno un’ importanza notevole e non vanno mai dimenticati. Ricordo infatti che il benessere psichico è in stretta relazione con quello somatico (ossia del corpo). Questo articolo sottolineerà l’importanza dell’attività fisica quale beneficio per la mente dei nostri animali.

Cosa succede al corpo quando è sottoposto ad un’attività motoria?

I muscoli, si attivano ed iniziano a “lavorare”. La loro contrazione fa sì che si liberino in circolo sostanze endogene (ossia prodotte dell’organismo stesso) che si chiamano endocannabinoidi. Questi raggiungono il cervello e contribuiscono a garantire quella sensazione di piacere che spesso abbiamo sperimentato su noi stessi. Non sono le sole sostanze che vengono prodotte a livello cerebrale, tra queste troviamo dei neurotrasmettitori (sostanze che intervengono nella comunicazione tra i neuroni), in particolare noradrenalina, serotonina e dopamina. Anche queste utili sul piano emozionale.
L’attività fisica infatti migliora l’umore e genera una sensazione di piacere e soddisfazione in chi la compie. C’è poi un’altra sostanza che viene prodotta a livello cerebrale, che fa parte di quelle sostanze definite neurotrofine. Questo è un fattore nervoso di derivazione cerebrale o BDNF (Brain-derived neurotrophic factor). Il BDNF interviene nella sopravvivenza ma anche nella crescita e differenziazione dei neuroni. Riveste un importante ruolo in quella che viene definita memoria a lungo termine. Semplificando i suoi effetti si potrebbe dire che migliora le performance cerebrali e cognitive.

Bisogna fare attenzione però che l’attività fisica che proponiamo ai nostri animali non sia eccessiva. Un eccesso rappresenterebbe per l’organismo uno stress troppo elevato e mantenuto nel tempo e questo potrebbe portare a spiacevoli conseguenze come problematiche a livello del sistema immunitario, che è il sistema deputato alla nostra difesa, e dell’umore, che era proprio ciò che ci si era prefissi di migliorare in origine. Delle belle passeggiate nella natura con il nostro cane possono essere un buon inizio.

Per i nostri adorati gatti, per quelli ovviamente che non hanno la possibilità di uscire all’esterno, perché in questo caso lo svolgimento di una sana attività fisica è già garantito, si possono modificare un pochino le nostre case così da creare nuovi percorsi, ad esempio utilizzando mensole e ripiani meglio se sfruttando le altezze.

di Elena Borrione
(02/05/2018)

Gatti nei cerchi

Avete mai provato a disegnare sul pavimento del vostro salotto un cerchio? Fatelo!

C’è qualcosa di fortemente attrattivo per il vostro gatto nel cerchio che avete appena realizzato. E questo funziona anche se ad essere disegnato per terra è una sagoma differente, non per forza un cerchio. Le sagome possono essere create con i materiali più disparati: nastro adesivo, corde, sciarpe, nastri di stoffa, cavi elettrici, ecc…

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Ma qual è il trucco che c’è dietro a questa magia?

Nessun trucco, la risposta ce la offre il gatto stesso. Più volte abbiamo ricordato l’importanza che riveste l’ambiente per un gatto. Anche lo spazio personale, quell’area più o meno estesa che circonda virtualmente un individuo ha un’importanza notevole perché è un’area in cui si è soli con se stessi e l’accesso a questa zona può essere concesso ad altri purché questi rientrino nella cerchia delle nostre amicizie strette.

Attenzione però: il legittimo possessore di questo spazio può decidere autonomamente se mantenere o vietare l’acceso agli altri. Se si accede all’area personale di un gatto senza il suo consenso quello che si può generare è un senso di malessere. Il gatto subirà la nostra invasione oppure potrà optare per un atteggiamento più diretto quale è un’aggressione.

Spiegato dunque l’arcano mistero che sta dietro all’effetto “calamita” che i cerchi esercitano sui gatti, possiamo tutti sbizzarrirci a disegnare sagome per la casa!

di Elena Borrione
(30/03/2018)

Quando il micio sporca … altrove (2/2)

Uno degli aspetti più antipatici da gestire per un proprietario di gatti è rappresentato dalle deposizioni di urine e feci in ambienti inappropriati. In questi casi andrebbero distinte le diverse situazioni. Si hanno infatti eliminazioni inappropriate, eliminazioni emozionali ed infine marcature urinarie.

L’eliminazione inappropriata comporta l’emissione di quantità di urine e feci da modeste a importanti, c’è di solito una scelta da parte del gatto per quanto riguarda il luogo, che avviene in differenti punti dell’abitazione, e generalmente sopra ad un substrato orizzontale e assorbente (cosa assai spiacevole per un proprietario , quando ad essere scelto è il divano di casa o il letto matrimoniale, la pulizia non è così facile). In questo caso la sequenza di eliminazione (che è quell’insieme di movimenti che il gatto mette in atto quando deve sporcare: la scelta del posto mediante esplorazione olfattiva, la preparazione del posto scavando con la zampa anteriore, il girare su se stesso accovacciandosi lentamente ed infine ricoprire il tutto scavando nuovamente con la zampa) può essere completa.

L’eliminazione di natura emozionale consiste nell’emissione di quantità modeste di urina e di feci (che in questo caso sono più frequentemente poco formate e diminuite di consistenza), in differenti punti della casa. Il gatto non sceglie il substrato, e la sequenza legata all’emissione è generalmente assente.

La marcatura urinaria infine consiste nell’emissione di una ridotta o talvolta discreta quantità di urina (o di feci) su un substrato generalmente verticale ed anche in questo caso vi può essere annessa la presenza di una sequenza comportamentale (un po’ diversa da quella descritta prima) che ha lo scopo di sottolineare l’evento.

Quando le deiezioni vengono deposte in luoghi non appropriati ci possono essere alla base diverse cause. I primi aspetti che andrebbero indagati sono quelli organici: appena si verificano questo genere di “incidenti” ci si dovrebbe rivolgere al proprio veterinario di fiducia. Abbiamo già visto in questo post alcuni aspetti legati alla cassetta igienica, alla lettiera o alla gestione che ne facciamo.
Altri aspetti da tenere in considerazione sono:

  • le modificazioni a carico dell’ambiente (traslochi, trasferimenti, cambi degli arredi o dei complementi, possibilità di uscire all’esterno dell’abitazione prima concessa e poi negata, ecc)
  • modificazioni nel nucleo sociale familiare (nuovi arrivi, allontanamenti temporanei o permanenti sia di persone che di altri animali, numero di gatti conviventi ecc)
  • alterazioni dell’equilibrio relazionale (problematiche nella convivenza o relazioni conflittuali tra i membri della famiglia, anche in questo caso sia umani che animali, ecc)
  • eventi vissuti come traumatici da parte del gatto, situazioni ben identificabili da parte del proprietario che hanno nel breve periodo segnato l’inizio della problematica (fuochi d’artificio, eventi metereologici, lavori in casa, ecc)
  • Nel momento in cui si registrano problematiche di eliminazioni in luoghi non appropriati, la prima cosa da fare è sempre quella di escludere la presenza di fattori organici, solo successivamente si potrà contattare un veterinario esperto in comportamento animale
di Elena Borrione
(01/09/2017)

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