Si parte… e il gatto dove lo metto?

È tempo di vacanze e molti in questo periodo dell’anno mi scrivono per chiedermi un consiglio sulla scelta migliore per il loro gatto: portarlo con sé in vacanza, affidarlo alle cure di amici o parenti o cercare una buona pensione?
La risposta come al solito non può essere uguale per tutti. Diversi i fattori di cui tenere conto. Vediamo insieme alcuni aspetti che possano aiutare a fare la scelta migliore per il proprio micio. Il primo fattore di cui tenere conto è: quanto dura la vacanza?

Se le nostre vacanze hanno una durata inferiore ai quindici giorni, lasciare il gatto in casa propria e chiedere a qualcuno di venire quotidianamente da lui è con molta probabilità la scelta migliore. Il gatto infatti è un animale che per sua natura organizza e gestisce il proprio territorio. Il tempo minimo perché un gatto inizi a conoscere un nuovo ambiente e conseguentemente ad organizzarlo è di circa due settimane. Ecco perché per vacanze che siano di questa stessa durata si consiglia di non portare con sè il proprio micione: appena inizierebbe a “gustarsi” la vacanza, sarebbe già ora di rientrare.
Non tutti i gatti però sono uguali. Ci sono gatti che, trovandosi in ambienti nuovi in cui ritrovano oggetti a loro familiari (coperte, cucce, giochi, ciotole, lettiere) si sentono subito a casa. Sono gatti che fin da piccoli sono stati abituati a compiere viaggi con il proprietario ad esempio!

Se decidiamo di lasciare il gatto a casa, si potrà chiedere a qualche parente o amico di far visita al nostro amico. Meglio che la persona sia già conosciuta dal gatto, soprattutto se questo è dal carattere diffidente e pauroso. Se non abbiamo tra le nostre e le conoscenze del gatto persone che ci possano aiutare, la scelta potrà ricadere su un catsitter. In questo caso però dovremmo muoverci un po’ per tempo. La persona a cui affidare il nostro amato beniamino è una persona di cui dovremmo fidarci ciecamente, altrimenti la nostra vacanza sarà una “vacanza infernale” e non dimentichiamoci che dovrà poterla conoscere per tempo anche il gatto!

Con che frequenza dovranno essere svolte le visite? E quanto dovranno durare? Anche in questo caso la risposta non può essere uguale per tutti. Gatti più socievoli e amanti della compagnia, richiederanno visite giornaliere (e anche più di una al giorno) e dovremmo chiedere a chi sarà il prescelto di trascorrere del tempo con il micio, anche solo a stare seduto con lui sul divano, se questa e’ l’abitudine e ciò che desidera il nostro amico. Se il nostro gatto non ama invece la compagnia delle persone ma e’ il “padrone” della sua casa, nella quale con o senza di noi si sente un Re, le visite potranno essere più brevi, giusto per assolvere alle mansioni di gestione base, e anche più dilazionate nel tempo (a giorni alterni ad esempio).

E scegliere una pensione?

Ci sono pensioni per gatti che sono delle piccole SPA e il gatto a sua volta si sente come in vacanza. La pensione è però per gatti fortemente adattabili al cambiamento e pro-sociali, sia verso le persone che verso i propri simili.
Il consiglio che do solitamente nel caso un proprietario voglia optare come soluzione per una pensione (laddove non siano possibili le scelte indicate prima e il gatto si dimostri adatto) è quella di non fermarsi alla sola ricerca in internet. La cosa migliore è, con un certo anticipo, prendersi del tempo per visitare il posto, conoscere i gestori e le persone che si occuperanno dei gatti, vedere la struttura e lo spazio che ogni gatto ha a sua disposizione e chiedere come sono soliti organizzare la permanenza dei loro ospiti. Avere qualche feedback da parte di persone che hanno già vissuto l’esperienza può essere un aiuto nella scelta di un posto rispetto ad un altro, ricordandoci che però ogni gatto è unico!

A questo punto non resta che valutare insieme al nostro micio la scelta migliore e ….godersi la vacanza!

di Elena Borrione
(19/07/2017)

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