VetDinosauro (1/3)

Per il secondo anno consecutivo ecco che mi cimento nel progetto di zooantropologia didattica.

Quest’anno ho il piacere di tenere le lezioni con i bambini di tre classi quinte della scuola elementare Bruno Ciari di Grugliasco.
Il progetto, dal titolo “VetDinosauro”, come per gli anni precedenti, viene portato avanti nelle scuole di tutta Italia da parte di veterinari selezionati da ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) con la collaborazione di SISCA (Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate). L’occasione è l’uscita del nuovo album Panini “Dinosauri come me!”.

Devo ammettere, questa volta, la mia perplessità a dare la mia adesione al progetto visto il titolo. Poi dopo aver dato un occhio più attento a come sarà declinato il progetto, ossia una valorizzazione della biodiversità esistente nel mondo, mi sono convinta.

Così mi sono messa sotto a studiare per poi raccontare tutto in classe! Ed ecco rinascere, oltre al Tyrannosaurus Rex (che un bimbo mi ha spiegato essere il “re dei tiranni”), il Triceratops, lo Stegosaurus, i Velociraptor (quelli di Jurassic Park, ma con le piume), il Mosasaurus (di cui avevo scordato la trascorsa esistenza) , il Pteranodon. Ed infine anche il dinosauro carnivoro più grande mai esistito, il Giganotosaurus, così come il più piccolo, il Compsognathus (grande quanto un gatto!).

Ecco una bella galleria, con anche la possibilità di salvare le immagini per farle colorare ai propri bambini

Abbiamo capito che l’evoluzione è un processo che permette un adattamento e quindi la sopravvivenza delle specie, seppure con “qualche” cambiamento. Dinosauri imponenti, famelici e apparentemente invincibili, seppur regnando per milioni di anni, sono scomparsi perché non sono riusciti ad adattarsi ai cambiamenti ambientali. Di contro, il doversi adattare ai diversi climi e condizioni ambientali, ha permesso il preservare di una notevole diversità in natura, che deve essere vista come un dono, e pertanto preservata.

Questo primo incontro si è concluso con un gioco “Io no che non mi estinguo”, che è la versione del gioco delle sedie che abbiamo fatto tutti da piccoli: ci sono tante sedie quanti sono i bambini, meno una. In questa versione “dinosaurica” i bimbi dovevano impersonare un dinosauro e camminare per il salone, quando gridavo “attenzione, meteorite!” dovevano cercare di occupare una sedia altrimenti si estinguevano.

I bambini sono poco più di 60, ma alla fine siamo comunque riusciti ad avere un vincitore. Forse il più scaltro (gironzolava sempre vicino alla sedia) o fortunato, ma la storia dell’evoluzione è fatta anche da queste piccole coincidenze o casi.

di Elena Borrione
(05/12/2014)