Chi è il veterinario comportamentalista?

Il veterinario comportamentalista è un veterinario con competenze etologiche, zoopsichiatriche e cliniche. Si occupa prevalentemente di animali d’affezione che presentano comportamenti anomali o abnormi oppure comportamenti normali ma percepiti dal proprietario come fastidiosi e/o problematici.

Spesso interviene nella gestione dell’animale in ambiente domestico aiutando i proprietari a costruire una corretta relazione con i propri animali. Insegna loro a comprenderne la comunicazione e comunicare a loro volta in modo corretto.

Quando rivolgersi ad un veterinario comportamentalista?

Come prevenzione: per avere un aiuto nella scelta del cucciolo/gattino o nei primi mesi, successivi all’adozione o per impostare correttamente la relazione con il nuovo arrivato.

Tutte le volte che il proprio animale presenta comportamenti che destano preoccupazione, paura o difficoltà di gestione. A titolo di esempio: distruzioni e eliminazioni di urina e feci in casa, comportamenti aggressivi, abbaio o vocalizzazioni eccessivi, disinteresse nei confronti dei proprietari, ecc…

Infine per imparare a comunicare in modo corretto con il proprio animale. Da ultimo per imparare a capire ciò che il proprio compagno a quattro zampe sta cercando di comunicare.

Linee guida FNOVI per definire un medico veterinario comportamentalista

La FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani) ha definito le linee guida per potersi definire medico veterinario comportamentalista. Tutto ciò per tutelare i clienti in merito alla preparazione dei medici veterinari che si definiscono tali.

I requisiti indispensabili per l’esercizio professionale nell’ambito della medicina comportamentale sono:

  1. Laurea in Medicina Veterinaria e iscrizione all’Ordine
  2. Esercizio della professione da almeno 3 anni
  3. Aver frequentato scuole di Specializzazione Universitarie, Master Universitari, certificazione che attesta la partecipazione e la frequenza ad un corso di formazione teorico-pratico presso una scuola, con superamento di un esame finale. La scuola deve inoltre garantire i seguenti requisiti:
    • salvo casi particolari, i formatori devono essere medici veterinari che abbiano nella materia di insegnamento gli stessi requisiti minimi richiesti per l’informazione pubblicitaria;
    • deve avere un minimo di tre docenti titolari e, comunque, la componente medico-veterinaria deve essere almeno di due terzi del corpo docente;
    • il monte ore deve essere di 450 di cui almeno 100 di pratica clinica.
  4. Formazione – ulteriori requisiti:
    • effettuazione di attività didattiche, anche non continuative, di Medicina Comportamentale;
    • partecipazione a corsi formativi quali seminari o corsi intensivi;
    • partecipazione a convegni sulla materia negli ultimi cinque anni.

    Lo svolgimento delle attività sopradescritte dovrà essere documentato dagli enti erogatori.

  5. Se gli Ordini ritengono sussistere una chiara competenza e professionalità clinica del richiedente, possono valutare, in alternativa il possesso di almeno tre dei seguenti requisiti:
    • pubblicazioni inerenti la materia su libri e riviste mediche dotate di comitato scientifico;
    • partecipazione a convegni inerenti la materia in qualità di responsabile scientifico o di relatore;
    • effettuazione di attività didattiche, anche non continuative negli ultimi 5 anni, sulla materia in corsi universitari o in corsi di formazione e/o aggiornamento per medici veterinari
    • attestazione (certificazione) di pratica clinica nella materia, effettuata in una struttura pubblica e/o privata, per almeno 3 anni, rilasciata dal direttore e/o dal responsabile della struttura stessa.

    Lo svolgimento delle attività sopradescritte dovrà essere documentato dagli enti erogatori.

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