La capacità di mettersi nei panni dell’altro

Si chiama empatia la capacità di comprendere un altro essere vivente. Empatia vuol dire sentire dentro ed è ciò che permette di sentire esattamente l’altro, di osservare il mondo attraverso i suoi occhi. Questa capacità ha un grande punto di forza: l’assenza di un giudizio morale da parte dell’interlocutore.

Gli animali sono capaci di provare empatia o è prerogativa solo dell’essere umano? Ebbene sono anni ormai che si è riconosciuta come appartenente anche agli animali questa capacità. Lo psicologo Russel Church nel 1959 elaborò uno studio sulle reazioni emotive nei ratti.

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Lo studio consisteva in questo: ad un gruppo di ratti venne insegnato che a seguito della pressione su una leva corrispondeva il ricevere del cibo. Successivamente questo gruppo di ratti venne posto vicino ad un altro gruppo di animali della stessa specie, quando i primi premevano la leva per ottenere il cibo, i secondi ricevevano una scossa. Il primo gruppo smise, vedendo la conseguenza che comportava per i propri compagni di sventura, di premere la leva. La spiegazione alla base di questo triste esperimento fu proprio ricercata nell’empatia.

Ma gli esempi di animali che manifestano particolari sensibilità è comune. La storia di Radamenes, ha conquistato la ribalta sui social network.

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Radamenes è un gatto cresciuto in un rifugio animale di Bydgoszcz, in Polonia. Arrivato all’età di due mesi è rimasto come ospite definitivo del rifugio, dopo essere stato salvato e curato. Da allora assiste, a suo modo, gli ospiti del centro che necessitano di cure, manifestando un particolare interesse proprio per quegli animali che dimostrano una certa sofferenza e difficoltà legata ai propri problemi clinici. Radamenes è sicuramente un gatto speciale, ma non è il solo, quotidianamente riscontriamo la capacità di essere empatici anche nei nostri amici animali.

di Elena Borrione
(30/04/2015)

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